Negli ultimi anni il gioco d’azzardo è diventato sempre più presente nella vita quotidiana. Basta entrare in un bar, accendere la televisione o usare lo smartphone per imbattersi in slot machine, scommesse sportive o gratta e vinci.
Per molte persone il gioco rimane un passatempo occasionale. Per altre, però, può trasformarsi in qualcosa di più difficile da controllare, con conseguenze economiche, psicologiche e familiari.
Proprio per questo, nel 2012 lo Stato italiano ha iniziato a intervenire in modo più concreto con una legge importante: il Decreto Balduzzi, promosso dall’allora ministro della salute Renato Balduzzi.
Cosa cambia con il Decreto Balduzzi.
Una delle novità più importanti riguarda l’informazione sui rischi. Nei luoghi in cui si gioca devono essere esposti avvisi che ricordano che il gioco può creare dipendenza. Può sembrare un dettaglio, ma in realtà è un primo passo per rendere le persone più consapevoli.
Un altro punto importante riguarda la pubblicità. Il decreto introduce alcune limitazioni, soprattutto per evitare che i messaggi promozionali raggiungano i più giovani o presentino il gioco come un modo facile per guadagnare.
Infine, il decreto contribuisce a rafforzare l’idea che chi sviluppa un problema con il gioco non deve essere giudicato, ma aiutato. Il riconoscimento del disturbo permette infatti di avviare percorsi di cura e supporto nei servizi sanitari.
Materiale Informativo da scaricare
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