Una tre giorni densa di contenuti, emozioni e partecipazione si è conclusa a Castel Volturno con il consueto bilancio positivo. La quinta edizione di “Col Casco”, la manifestazione nata da un’idea di Stefano Silvestro con lo scopo di promuovere la cultura della guida responsabile tra i più giovani, ha trasformato gli spazi del Centro Addestramento della Scuola Carabinieri Forestale di Pineta Mare in un vero e proprio villaggio della prevenzione.

Centinaia di studenti del territorio hanno affollato l’area allestita per l’occasione, interagendo direttamente con le forze dell’ordine e gli operatori sanitari. Un’iniziativa che ha saputo coniugare la passione per i motori a un profondo valore educativo, grazie alla collaborazione tra istituzioni scolastiche, associazioni del territorio – in primis la Pro Loco Castel Volturno APS –, club motoristici storici, Carabinieri, Polizia di Stato e Vigili del Fuoco.

A dare un valore aggiunto decisivo a questa quinta edizione è stato il contributo dell’Unità Mobile “Capitan Uncino” della UOC Dipendenze Comportamentali del Dipartimento Dipendenze ASL di Caserta. Gli esperti dell’azienda sanitaria locale sono scesi in campo al fianco dei ragazzi per affrontare tematiche complesse ma di strettissima attualità. Oltre agli approfondimenti dedicati alle dipendenze comportamentali e ai rischi legati alla ludopatia e al gioco d’azzardo patologico – piaghe sempre più diffuse anche tra i giovanissimi –, grande interesse ha suscitato il percorso esperienziale realizzato con il cosiddetto “tappeto alcolemico”.

Indossando speciali visori in grado di alterare la percezione visiva e simulare i diversi livelli di alcolemia, i ragazzi si sono messi alla prova lungo il tracciato, toccando con mano quanto anche i gesti più semplici e i riflessi più naturali vengano compromessi dallo stato di ebrezza. Un’esperienza diretta che ha mostrato senza troppi filtri i pericoli reali legati alla guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche.

«Far comprendere ai giovani come la percezione della realtà e i tempi di reazione cambino radicalmente in stato di alterazione è il modo più efficace per fare prevenzione», hanno spiegato gli operatori presenti. «Integrare la prevenzione delle dipendenze da sostanze e comportamentali con l’educazione stradale ci permette di promuovere una tutela della salute davvero completa».

La manifestazione va così in archivio confermando la bontà di un modello organizzativo capace di fare rete sul territorio, con la promessa di continuare a investire sulla consapevolezza delle nuove generazioni come primo strumento di tutela della vita.

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